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Jaynalitics: da dove venite?

Come già sapete, ogni tanto mi diverto a scoprire da dove vengono i visitatori di questo blog. E, come ogni volta, trovo risultati piuttosto bizzarri.

In pole position, prevedibilmente, ci sono:
1) Torino. Ciao a te, te, e te. E a te... Geronimo!
2) Genova. Su, su, torna al lavoro, tu, che poi ti distrai troppo :)
3) Alba. Ah, ben.
4) Milano. Benvenuti, lettori lombardi!
5) Napoli. La roccaforte di fan partenopei resiste, vedo. Fantastici come sempre.

Poi, in ordine sparso, ci sono:
- la manciata di visite da Toronto. Hi Sandy, hi Liz, I'll see you soon!
- il visitatore solitario da Savona. Che insiste, e persiste.
- le visite dei colleghi, da Salerno, Padova, Mantova, Roma, Palermo... mi sa che voi troverete le mie :)

Ma quelle che più mi perplimono sono:
- le 56 visite da New Dehli e le 43 da Mumbai. Sì, sto per sfondare a Bollywood, non ve l'avevo detto? Lo sapete che sono tanto intonata...
- il misterioso visitatore da Zehnhausen bei Rennerod, che torna ogni lunedì alla stessa ora. Punktual.
- Sant'Elpidio a Mare. Elpidio? Dovete sapere che Elpidio è uno dei miei nomi assurdi preferiti. Ditemi che è una burla... ma soprattutto, voglio assolutamente andarci, a Sant'Elpidio a Mare!
- e qualcuno mi spieghi la visita da "Mars". Mars come Marte? Dottore, sei tu, sei tu! Sappilo, che se non vedo il Tardis comparire davanti alla mia finestra entro stasera, proverò una delusione terribile! ^__^

Sono sempre curiose queste statistiche. Ma in realtà sto cercando di tenervi impegnati con chiacchiere oziose e di distrarvi, perchè ci sono un sacco di fantastiche novità e ho già le mani che prudono.

Prestissimo.

Stay tuned.

La felicità è una talpa

C'è un adagio che sostiene che la felicità è come l'aria: non ti accorgi che c'è finchè ti manca.
 
Ovvio che sei al livello della scatola di cioccolatini di Forrest Gump, e che il sostantivo "felicità" può essere sostituito con qualunque altro termine. Per esempio, la frase starebbe benissimo così: "la talpa dal naso a stella (esiste, esiste) è come l'aria, non ti accorgi che c'è finchè ti manca". Probabilmente non ti accorgi che c'è perchè, beh, è una talpa. Ma se poi la talpa dal naso a stella ti rende anche felice, ecco, lì hai la quadratura del cerchio (o della stella).
 
Comunque, stai divagando e ti rendi conto che ti stai intortando in un discorso senza capo nè coda. Il punto è che vorresti ribaltare questo assunto.
Perchè tante volte non ti rendi conto di essere infelice.
Magari pensi solo di essere un po' più stressato del solito, perchè hai mille cose da fare, venti lavori da gestire, situazoni o persone difficili per le mani, faccende da sbrigare, scadenze da rispettare. Di notte dormi male ma lo ritieni normale, con tutti quei pensieri che vagano per la testa e il cervello acceso 24/7, manco fosse un diner. E se in quelle notti ogni tanto ti senti solo e ti capita di ritrovare il cuscino bagnato di lacrime, è di certo solo colpa della stanchezza.
 
Poi ti alzi un mattino e scopri energie nuove. Ti ritrovi a sorridere da solo mentre guidi, e rispondi al telefono con una voce di colpo più squillante. Ti avvolgi nelle coperte, la sera, ed esali un sospiro che, stavolta, è di soddisfazione.
 
Cos'è cambiato? Forse nulla, forse tutto. Forse tante piccole cose insieme. Non ti arrabbi perchè non ce n'è più motivo. I pezzi del puzzle sono andati a posto, gli spettri si sono dissolti. I venti lavori ci sono ancora ma ti pesano meno, perchè la tua anima è leggera. Ti rendi conto che prima non eri stressato.
Eri infelice.
 
E la consapevolezza rende questa ritrovata felicità, così fragile ed effimera, ancora più preziosa.

Di due cose sei certo: che tornare indietro è fuori discussione. E che non permetterai più che qualcosa - o qualcuno - si frapponga fra te e la tua talpa.

Con 200.000 baci...

200.000.

Non è un numero bellissimo? Potrebbe riferirsi a un gran numero di cose.
200.000 sono gli euro che ogni giorno Berlusconi versa all'ex moglie. 200.000 sono gli anni-luce che separano la nostra Galassia dalle Nubi di Magellano. 200.000 anni fa, invece, la metropoli Annunaki cresceva e prosperava alla faccia dei sumeri, che perdono il primato di civiltà più antica. Se i 24.000 baci di cui cantava Celentano vi sembrano tanti, moltiplicateli per 8,33 periodico e pensate quanto amore fanno 200.000 baci.

E 200.000 sono anche le visite al mio blog, così minchione e giuliettocentrico. Per un quadernetto scarabocchiato e confusionario come questo, è un numero davvero elevato.

E io vi ringrazio tutti, dovessi metterci 200.000 secondi della mia vita.

Mare 10 centesimi

Quand'ero piccina e andavo al mare con i miei, pressoché ogni finesettimana, durante il tragitto mio padre si adoperava a escogitare una serie infinita di giochi per tenermi buona e non farmi rugnare. C'era il classico "arriva un bastimento carico di..." (una sfilza di paracarri, cartelli e piazzole di sosta, e una volta una famigerata parola apparentemente composta che fece ammattire il genitore per ore). C'era l'eterno "se fosse..." (un reggimento di compagni di classe).

E poi il mio preferito, perché mi permetteva di accumulare i soldini per le caramelle. Avevamo il tacito accordo che il primo fra noi che avesse scorto il lontano baluginare delle onde oltre la curva, avrebbe dovuto gridare "Mare!", e sarebbe stato ricompensato con ben 100 lire. Sarà il caso, sarà una congiuntura astrale particolarmente favorevole, ma ero sempre io quella che si metteva in tasca l'ambito premio, fra le rimostranze paterne.

L'aneddoto è stato tramandato negli anni agli amici più stretti e alle persone care. E la tradizione continua. Naturalmente, ora c'è l'euro e si sa, l'inflazione galoppa. Quindi "Mare, 100 lire!" è diventato "Mare, 10 centesimi!" La faccenda funziona, inspiegabilmente, anche con "treno" e con "giallo" (in particolare per le giacche a vento da sci), anche se davvero non saprei illustrarvi come siamo arrivati a tanto.
In queste vacanze di Pasqua ho raggranellato un credito notevole, almeno 70 centesimi. Certo, c'è chi ha mugugnato che "Mare, 10 centesimi" vale solo la prima volta che lo vedi, e non se sei SEMPRE al mare, ma io, che sono una ragazza di collina, proprio non riesco a trattenermi ;)
Ho trascorso una Pasqua piacevolissima, mi sono divertita e rilassata e sono proprio contenta. Che importa se il tempo è stato bizzoso? Ciò che conta è la compagnia, e non avrei potuto chiedere di meglio :)

Visto che quando sono contenta mi piace rendere tali anche tutti gli altri, vi annuncio che ho proprio qui davanti agli occhi le bozze della copertina del nuovo romanzo... e che sono una vera BOMBA!
L'artista ha talento da vendere, non vedo l'ora di potervi svelare questa meraviglia...

Cosa bolle in pentola?

Avevate forse dei dubbi? Qualcosa bolle SEMPRE in pentola!

E non sto parlando del mio adorato passato di verdura, no. Mi riferisco a novità libresche piuttosto gustose.

Ho appena terminato l'editing di un romanzo nuovo di zecca, che vedrà la luce molto a breve. E' una storia ancora diversa, sia da Un Antico Peccato, che da TRENTADUE. Non voglio ancora svelarvi niente, ma sono molto curiosa di sapere cosa ne penserete. E' stato un romanzo catartico, per me. L'ho scritto due anni fa, in pochissimo tempo. Mi è servito per chiudere capitoli e metabolizzare situazioni. E perchè no, per divertirmi, perchè per una volta si è trattato di puro intrattenimento.

Però non nego che in questi giorni provo un po' di nostalgia per la Galassia di Vis. Il vento che dà vita a note purissime, soffiando fra le costruzioni aeree di Gwinthaya. Le foreste lussureggianti e piene di vita di Mayland. Persino le miniere implacabili di Ithir. Mi mancano i personaggi, anche. Andrel e Jayce e Rayne e Lerin e Torch e Geth.

Ho voglia di tornare a parlare di loro.

Presto.

Recensioni anti-malumore

Oggi mi sono svegliata un po' innervosita. Piove da giorni, non accenna a smettere, e come sempre il maltempo mi provoca un po' di spleen e malumore assortito (e non solo il maltempo, ma questo è un altro discorso).

Tuttavia, sarà la congiuntura astrale favorevole, sarà che le persone che ho accanto si dimostrano davvero davvero straordinarie, ma proprio non ce l'ho fatta a mantenere la presa sull'umore temporalesco. E così alle nove del mattino era già tornato il buonumore.

E come ciliegina sulla torta (anzi, le amarene Fabbri che mi piacciono tanto e mi ricordano la nonna) oggi è uscita una recensione di "TRENTADUE frammenti dell'anima" col botto:

L'indice di coinvolgimento di questi racconti è globalmente alto, con qualche punta che rasenta il capolavoro e solo rarissimi casi di minore incisività. (...) Lo stile di Giulia è pieno, ricercato senza risultare affettato, pesato con precisione in ogni suo sintagma, in alcuni racconti è maggiormente raffinato, in altri molto semplice, ridotto all'osso a seconda delle evenienze. (...)
In definitiva, tanti protagonisti e innumerevoli stati d'animo per un libro davvero ricco il cui unico limite è l'umana impossibilità di leggerlo tutto d'un fiato: ogni racconto è un mondo a sé, che richiede una comprensione profonda, una lenta immedesimazione, un impegno dilazionato nel tempo.
Un’autrice da tenere d’occhio, per seguire ogni sua prossima mossa.

Grazie a Diario di Pensieri Persi e alla meravigliosa Elisabetta Ossimoro, che ha letto il libro, mi ha commentato privatamente ogni singolo racconto ed è persino venuta alla presentazione. Sei grande, Eli!

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